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critiche ed analisi psicologica di alcuni film ...
XXY uomini, donne o tutti e due?
Un film con un titolo accattivante, seppur fuorviante, che riporta a lontani ricordi dell’esame di biologia generale all’università, all’anomalia cromosomica chiamata: “Sindrome di Klinefelter”, ebbene siete completamente fuori strada. XXY tratta di un caso di ermafroditismo. Sebbene il film non poggi su solide basi scientifiche, in natura infatti, l’ermafroditismo umano vero e proprio (avere completamente organi sessuali maschili e femminili funzionali) non esiste ma vi sono varie sfumature di pseudo-ermafroditismo, alcuni neonati nascono con genitali esterni ambigui e sono portatori di “abbozzi” di ovaie e di testicoli, e in poche parole è difficile stabilire se il fiocco da appendere sull’uscio di casa sarà rosa o celeste. L’empasse si chiarisce ovviamente con accertamenti diagnostici approfonditi come lo studio della mappa cromosomica ed ecografie pelviche
Uno scherzo della natura che portava, soprattutto una volta (prima dell’accesso a moderna tecnologia), ad attribuire un sesso alla nascita, a crescere ed educare il proprio figlio/a secondo i dettami di quel sesso nella propria cultura di riferimento, per poi ritrovarsi, al momento della pubertà, con un figlio/a del sesso opposto e tutte le drammatiche conseguenze psico-fisiche e sociali che si possono immaginare… Lucia Puenzo, al suo debutto come regista, sceglie di puntare i riflettori sulla storia di un’adolescente di quindici anni a metà strada tra un disturbo dell’identità di genere (transessualismo) e la difficile accettazione dell’identità sessuale.
Alla nascita Alex (Inés Efron), presenta sia genitali maschili che femminili. Il personale medico suggerisce di “operarla” in modo che sia “femmina” a tutti gli effetti. I genitori però, di comune accordo, decidono di lasciare, almeno per il momento, le cose come stanno e si trasferiscono da Buenos Aires in una piccola comunità sulle coste uruguayane. Alex viene allevata come “femmina” e le vengono somministrati dei farmaci (ormoni) perché non si manifestino i caratteri secondari maschili ( barba, baffi, tipo di distribuzione dei peli sul corpo, cambiamento della voce ecc.) finché un bel giorno sua madre non decide di invitare a passare alcuni giorni, presso di loro, un famoso chirurgo plastico Ramiro(German Palacios) e la sua famiglia, per conoscere e decidere se è arrivato il momento di fare il “famoso” intervento.
Un bel film, con attori convincenti ed un’ambientazione naturistica particolare ( ne godranno soprattutto gli ammiratori delle tartarughe marine), a momenti toccante e delicato, altre volte crudo e scioccante. Un manifesto al diritto di scegliere “di non scegliere” chi essere e cosa essere. Sicuramente un invito alla riflessione.