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In questa sezione
critiche ed analisi psicologica di alcuni film ...
seconda pelle
“Seconda pelle” racconta la storia di Alberto (Jordi Mollà), un ingegnere aeronautico ormai affermato. Alberto è sposato con Elena (Ariadna Gil), affascinante designer conosciuta ai tempi del liceo ed è padre del piccolo Adrián (Adrian Sac).
L’armonia della coppia, già in crisi, riceve un duro colpo con la scoperta di una ricevuta trovata nella giacca di lui. Il sospetto dell’adulterio sopraggiunto in Elena la condurrà ad una ben più sconvolgente rivelazione… Alberto vive una relazione extraconiugale di tipo omosessuale con Diego (Javier Bardem), brillante chirurgo ortopedico di una clinica privata.
Quella che inizialmente si delinea come triade s’evidenzierà, nello snodarsi della trama, come una vera e propria doppia diade: una seconda pelle.
Alberto appare come figura complessa, dai tratti quasi adolescenziali, il suo mondo emozionale si mostra inesorabilmente frammentato, privo di confini ed organizzato attorno ad un conflitto centrale: l’incapacità di integrare nella sua identità e di vivere appieno il suo orientamento di tipo omosessuale. È un uomo dipendente che da sempre ha vissuto un esistenza passiva.
Reprimendo il suo orientamento sessuale sceglie una vita e un lavoro compiacente che soddisfa le più desiderabili aspettative di suo padre e della società, senza entrare mai realmente in possesso della sua vita. La duplicità dei suoi sentimenti lo metterà presto alle strette, rimandandogli come uno specchio la necessità di una scelta: assumersi le implicazioni della sua seconda pelle ormai venuta allo scoperto.
All’enigmatica drammaticità del personaggio di Alberto si contrappone Diego, figura altamente delineata sia sul piano fisico che su quello dell'identità. È un uomo passionale capace di rinunciare alle sue ambizioni per inseguire il suo grande amore. Egli si mostra in grado di contenere ed accogliere le incertezze di Alberto, ponendosi in molti casi come base sicura.
Come corrispettivo di Alberto anche Elena si mostra a tratti passiva ed inerte. Dopo la scuola lascia i genitori per vivere con il marito, senza mai provare a contare solo sulle sue forze. In modo analogo subisce la crisi con Alberto e risponde andando a letto con il collega Rafael (Javier Alabalá) da sempre attratto da lei.
In un abile intreccio di ruoli anche quelli che potrebbero apparire come personaggi secondari, Rafael ed Eva (Cecilia Roth) capo di Diego, s’impongono come figure di primo piano capaci di portare in evidenza alcuni tra i nodi precipui del film.
La trama è di continuo attraversata dal tema del tradimento che come un filo conduttore percorre i diversi personaggi fino a condurre lo spettatore al momento in cui Diego verrà a conoscenza di un ulteriore verità nascosta: Alberto ha una moglie ed un figlio, scena a cui farà seguito un tragico epilogo.
La drammaticità del film viene esaltata dalla magistrale colonna sonora di Roque Baños, che entra in scena in momenti topici con l’intento di sottolineare i vissuti degli attori e dare maggiore intensità alle suggestioni evocate.
Dalle tinte fortemente psicologiche “Seconda pelle” da un lato riflette uno spaccato molto attuale dall’altro si riallaccia alla prospettiva storica centrata sul connubio tra psicoanalisi e cinema dilagante nell’Hollywood degli anni ’50, periodo in cui sorge l’interesse per alcuni registri specifici (Marilyn Monroe; Montgomery Klift, ecc...). Da questi fermenti prendono spunto molti dei percorsi interpretativi contemporanei intenti a leggere il film alla luce del problema psicologico messo in scena.
Ringrazio Raffaella Alvarez, Danila Bellino, Maria Gabriella Mollica, Alessio Gadaleta, Chiara Borgia e Roberto Roselli per la collaborazione nella stesura di questa recensione e per i loro brillanti spunti di discussione.

