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critiche ed analisi psicologica di alcuni film ...
Mater Natura
Mater Natura è una brillante opera cinematografica di Massimo Andrei
che, strizzando l'occhio al teatro e al melodramma napoletano, affronta
un tema complesso trattandolo con grande ironia senza per questo banalizzarlo.
Al centro della storia troviamo Desiderio (Maria Pia Calzone), bellissima
transessuale che richiama fortemente il tipo ideale di donna partenopea,
che vive una felice storia d'amore con Andrea (Valerio Foglia Manzillo),
anche lui bellissimo ma piuttosto oscuro, al limite dell'inespressivo.
La relazione fra loro due sembra essere il perfetto e un pò folle idillio
fra due innamorati, Desiderio, spinta dal sentimento è disposta a cambiar
vita, lasciare la strada e vivere per lui, in una storia che ha più
della normalità e rasenta la perfezione.
Eppure Andrea, nasconde in segreto, la relazione con un'altra donna
per cui prova sentimenti altrettanto genuini, e che sposerà a sorpresa.
Andrea affronterà così l'indecisione o forse il bisogno di amare.
Di questa indecisione saranno vittime le sue donne, la moglie per di
più incinta e quella che sembra diventare solo un amante in quanto transessuale
e quindi impossibile da sposare.
Il corso degli eventi prenderà una piega drammatica, che metterà fortemente
in crisi la protagonista. Sarà il substrato nostrano formato da una
violenza criminale verso i transessuali e da un opportunistico quanto
finto interesse politico dell'avvocato Sacco (Luca Ward) a sfruttare
il fenomeno sembra condannare i transessuali ad una vita fatta di marginalità
imposta, anche dagli stessi genitori, che si dimostrano essere i primi
discriminatori dei propri figli.
Fortunatamente ad alleggerire la situazione ci pensano l'allegoria teatrale
incarnata in un gruppo di travestiti, capeggiati da Massimino (Vladimir
Luxuria) ed Europa (Enzo Moscato), che profondi e leggeri allo stesso
tempo reinterpretano capolavori classici come la Medea in chiave transgender.
Per rimediare ai dolori dell'esistenza si ritaglieranno uno spazio dove
praticare un trans vesuvian counselling a metà fra l'agriturismo e un
centro di consulenza pseudo-psicologica per anime incerte, nonchè uno
spazio protetto, dove lavorando come braccianti diventano liberi di
riscoprire un contatto con una natura più benevola di quella degli uomini.
Ringrazio Alessio Gadaleta e Chiara Borgia per la collaborazione nella
stesura di questa recensione e per i loro brillanti spunti di discussione.

