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critiche ed analisi psicologica di alcuni film ...
Gas
Gas
“Gas”, un film di Luciano Melchionna, racconta la storia di un gruppo
di giovani della Latina dei giorni nostri. In primo piano il ventiquattrenne
Luca (Lorenzo Balducci), protagonista dalle molteplici sfaccettature,
che mostra sin dalle prime scene la sua duplicità, posta a metà tra
la necessità di mantenere una facciata convenzionale, attraverso il
rapporto con Ludovica (Alexandra La Capria) e la sua omossessualità,
palesatasi con apicale forza nella relazione con Riccardo (Giorgio Santangelo),
fratello maggiore di Ludovica.
Schiacciato da una famiglia, che non accetta il suo orientamento omosessuale
e dalle pressioni della sua ex fidanzata Ludovica, si ritroverà insieme
a Riccardo, vittima di un feroce attacco da parte di quel gruppo di
coetanei, che insieme a lui, diventeranno protagonisti della scena.
Tra questi, Francesco (Francesco Venditti) un giovane ragazzo padre;
Sandro (Sandro Giordano) figlio di un celebre personaggio televisivo
alle prese con una madre invischiata nel lutto di un divorzio non ancora
elaborato; Emiliano (Massimiliano Caprara) inserviente all’obitorio
insieme a Renato (Paolo Villaggio), oppresso da un rapporto passivo-dipendente
con la madre; Monica (Morian Atiàs) filiforme modella mantenuta da un
ricco amico del padre, pervasa da un profondo disprezzo verso gli anziani;
e infine Laura (Paola Ranzoni) baby-lolita alla prese con una madre
prostituta e una sorellina più piccola. Accomunati dal desiderio di
rivalsa verso la società e dall’insoddisfazione per la propria vita,
si renderanno colpevoli del brutale sequestro di un uomo designato come
“pedofilo”, recluso e seviziato all’interno di un capannone dimesso.
Tra droga e sesso promiscuo sarà messo in scena il dramma di un gioco
folle e crudele che culminerà nell’epilogo di un finale a sorpresa che
si risolverà mediante la catarsi del gruppo stesso.
Gas, un film dalle tinte a tratti scioccanti, non manca di eccessi e
richiami simbolici suscitando nello spettatore emozioni forti e contrastanti.
Ringrazio Raffaella Alvarez, Maria Gabriella Mollica, Alessio Gadaleta
e Chiara Borgia per la collaborazione nella stesura di questa recensione
e per i loro brillanti spunti di discussione.

