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critiche ed analisi psicologica di alcuni film ...
Food of love - Il voltapagine
Food of love - Il voltapagine
Paul (Kevin Bishop)è un giovane appassionato di pianoforte che decide,
seguendo le orme del suo idolo Richard Kennington (Paul Rhys), di inseguire
il proprio talento e provare a sfondare.
Sembra essere un inizio promettente l'occasione di lavorare, proprio
per Kennington, come voltapagine in un concerto a San Francisco. Accanto
a Paul troviamo Pamela (Juliet Stevenson) una onnipresente ed opprimente
madre che lo segue con attenzione rasentando l'ossessione.
Durante un viaggio a Barcellona, Paul rincontra Richard che lo sedurrà
svelandone l'omosessualità.
Pamela, partita col figlio per lasciarsi alle spalle il recente divorzio
ignora i segnali della loro intesa, e anzi, prova goffamente a sedurre
il pianista di successo fraintendendo l'indirizzo delle sue attenzioni.
Richard sembra essere genuinamente interessato a Paul che, al contrario,
vede in lui unicamente un idolo da adorare.
Disilluso l'illustre pianista torna dal suo compagno e manager Joseph
(Allan Corduner) e alla vita di tutti i giorni. Il compagno di Richard,
tutt'altro che uno stinco di santo, è una figura cardine del film, rappresentando
l'amore strumentalizzato e l'anima oscura della musica, elitaria e legata
ai contratti: strumenti di potere e seduzione.
Paul soffrirà molto per la separazione e, la ferita narcisistica nello
scoprire l'inconsistenza del proprio talento, lo porterà a cambiare
vita, città e ambizioni.
Tutto questo non sarà per Pamela semplice da accettare e una Samarcanda
di equivoci, relazioni di comodo ed un sotteso richiamo alla musica
porteranno madre e figlio a cambiare, comprendersi e infine riavvicinarsi.
Ringrazio Alessio Gadaleta, Maria Gabriella Mollica e Chiara Borgia
per la collaborazione nella stesura di questa recensione e per i loro
brillanti spunti di discussione.

